Sound chair

Poltrona sonora
350 x 90 x 80 cm
2011
 

Sound lamps

Lampada sonora
110 x 220 cm
2011

 

Sound flower

Fiori sonori
50 x 23 cm
2012

english

When art is industrialized, it can lose its essence but not its function. For Satie, it was necessary to create an industrial product to save his personal vision of art. His manifesto declared the need of a “music destined to decorate the ambience for the ear, just as the portrait furnishes ambience for the eye.”

I realized my idea of Musique d’Ameublement by using two armchairs, a sofa couch, a lamp, a flowers bouquet. I returned to some useless object a different function, making them resonant and sufficient to create ambience. For the couch and the armchair, I removed all the buttons and replaced  them with mini loudspeakers, connecting them in turn to an amplifier whiched transformed—in one sits upon them—sound and vibration into the entire artwork. For the lamp, I removed the lighting and inserted speakers of fifteen-centimeter diameters. I also used an amplifier to achieve the same aim in this work. I repeat the same operation for the flower bouquet, though using a different loudspeaker size.

Riccardo Toccacielo

Satie was the pioneer of ambient music, of which Brian Eno remains the most important exponent nowadays. Yet the story which gave birth to this musical genre has its roots in an underlying auditory discomfort.
It all began when Jean Cocteau, a faithful friend of Satie, wrote in Le Coq et L’arlequin: “Enough with the clouds, waves, aquariums and the night smells; enough with the music listened to with the head in the hands”.
Here Cocteau referred to a painting of Lionello Balestrieri entitled “Beethoven,” especially to the auditor present in that painting, a man who listens to the violin played with his head in his hands, in full catharsis, in a so serious a way and with such compunction, exactly in that particular way which the middleclass celebrated their apotheosis during the most important show of the time, the concert.
The same audience is always the interlocutor of Satie: “the people believe their behavior is worthy of praise, listening to the wrong things considered beautiful, or finding entirely convenient having the air of appreciating certain thing  when in fact they have their heads in the clouds. The idea of a music which remains near to the listener, without asking him to maintain a constant attention. We should compose a sort of music of furnishings, able to combine all the noises of the room in which it is diffused, reflecting all of the above.
It should fill the silences, so heavy sometimes, among the fellow diners, and it should replace that usual exchange of banalities, an overtly utilitarian music, an industrial product, Art is another thing.
It is in this way that the Musique d’Ameublement came to be created by Satie 1917.

italian

"Quando l’arte viene industrializzata può perdere la sua essenza, ma non la sua funzione. Per Satie è stato necessario creare un prodotto industriale per salvare la sua personale visione dell’arte. Il suo manifesto dichiarava il bisogno di “una musica destinata a decorare l’ambiente per l’orecchio così come i quadri l’ammobiliano per l’occhio”. Con due poltrone, un divano, una lampada e un mazzo di fiori ho realizzato la mia visione di Musica d’Arredamento. Ho restituito a degli oggetti inutilizzati un’altra funzione, rendendoli musicali e bastevoli all’ambiente circostante. Per il divano e le poltrone ho tolto i bottoni e al loro posto ho inserito delle casse acustiche collegate ad un amplificatore che rendono, se seduti, sonora e vibrante l’intera opera. Per la lampada ho tolto l’illuminazione e ho inserito dei speaker da 15 cm di diametro, anch’essa collegata ad un amplificatore che la rende sonora. Stessa cosa, ma utilizzando speaker di diversa dimensione per il mazzo di fiori di plastica".

Riccardo Toccacielo

Satie è stato il precursore della musica Ambient, di cui Brian Eno oggi, è il suo più importante esponente. Ma la storia che ha portato alla nascita di questo genere musicale ha, come molte altre storie Satiane, un disagio uditivo alle spalle. Tutto iniziò quando Jean Coctaeu, amico fedele di Satie, scrisse su Le Coq et L’Arlequin: “Basta con le nuvole, le onde, gli acquari e i profumi della notte, basta con la musica che si ascolta con la testa tra le mani”. Qui Cocteau fa riferimento al quadro di Lionello Balestrieri “Beethoven”, ma soprattutto all’uditore presente in quel dipinto, un signore che ascolta suonare il violino di Vannicola con la testa tra le mani, in piena catarsi, con serietà e compunzione proprio come si addiceva in quel tempo all’interno dello spettacolo per eccellenza, il concerto, nel quale la borghesia celebrava la propria apoteosi. E’ sempre quel pubblico l’interlocutore di Satie: “La gente crede di comportarsi in maniera degna di lode, ascoltando cose a torto ritenute belle, o trovando del tutto conveniente aver l’aria di apprezzare certe cose
quando in realtà si ha la testa tra le nuvole”. L’idea è quella di una musica sempre più vicina all’ascoltatore, al quale non si richiede un’attenzione costante. Bisognerebbe comporre una musica d’arredamento, che conglobasse i rumori dell’ambiente in cui viene diffusa, che ne tenesse conto. Riempirebbe i silenzi, a volte pesanti tra i commensali e risparmierebbe il solito scambio di banalità, una musica dichiaratamente utilitaria, un prodotto industriale, l’Arte è un’altra cosa”. Nasce così, nel 1917, la Musique D’ameublement di Erik Satie.

La gente crede di comportarsi in modo degno di lode, ascoltando cose a torto ritenute belle, oppure stupidi ritornelli, confusamente sentimentali, mentre si beve un bicchiere di birra o ci si infila un paio di pantaloni; si trova del tutto conveniente aver l’aria di apprezzare i suoni di fagotti, contrabbassi o altri zufoli, quando in realtà si ha la testa tra le nuvole
— Erik Satie
Voglio produrre una musica dichiaratamente “utilitaria”. L’Arte è un’altra cosa, La “Musique d’Ameublement” crea una vibrazione; non ha altro scopo. Ha la stessa funzione della luce, del calore e del comfort in tutte le sue forme. Deve essere una musica destinata a decorare un ambiente per l’orecchio,  cosi come i quadri l’ammobiliano per l’occhio
— Erik Satie
La musica non è sempre necessariamente gondola, destriero, corda tesa; qualche volta è anche sedia.
La musica non deve porre sempre l’attenzione dell’ascoltatore, oppure avere sempre un carattere onomatopeico. Può avere in certi situazioni anche una non funzione. Un arredamento sonoro. Vissuta nel non ascolto. Di contorno. Immobile e inascoltata nello spazio circostante
— Jean Cocteau
Come il tappezziere e il costruttore di mosaici scelgono con cura le dimensioni e le qualità dei disegni e delle tessere, cosi il fonometro grafo pesa e misura i suoni per ricamare discretamente l’ambiente acustico.
L’ideale di Satie è una musica “inespressiva come una dozzinale carta da parati, rigida come una cancellata in ferro battuto e immobile come un orologio che segna sempre la stessa ora
— A.Fiorenza
Bisognerebbe comporre una musica d’arredamento, che conglobasse i rumori dell’ambiente in cui viene diffusa, che ne tenesse conto. Dovrebbe essere melodiosa, in maniera da addolcire il suono metallico dei coltelli e delle forchette, senza troppo imporsi, però, senza sovrapporsi. Riempirebbe i silenzi, a volte pesanti, tra i commensali. Risparmierebbe il solito scambio di banalità. Neutralizzerebbe, nello stesso tempo, i rumori della strada che penetrano, indiscreti, all’interno
— Erik Satie
Nulla intorpidisce maggiormente che l’abbandonarsi a lungo in un bagno tiepido. Basta con la musica dove ci si abbandona a lungo!Basta con le nuvole, le onde, gli acquari, le ondine e i profumi della notte; ci vuole una musica terrena, una Musica di tutti i giorni.Basta con le amache, le ghirlande, le gondole; voglio che mi costruiscano una musica dove possa abitare come in una casa
— Jean Cocteau
Finalmente è stato possibile far uscire il compositore dalla sua individualità, restituendo ai suoni la libertà di essere se stessi
— John Cage