VEXATIONS

Quadro sonoro con 840 mini diffusori acustici
135 x 100 x 10 cm
2010

"Ho realizzato un quadro di legno e l’ho dipinto di nero e su di esso ho fatto con 840 fori da 1 cm. Su ogni foro ho applicato un diffusore acustico (speaker) da 1,5 watt ciascuno. Tutti gli 840 diffusori sono collegati a ponte tra di loro e arrivano ad un amplificatore da 25 watt collocato centralmente, da dove esce poi un connettore jack o rca per la connessione di qualunque sorgente audio. Ho cercato di ricreare anche visivamentel’aspetto ipnotico di tale ripetizione, applicando dei diffusori che montassero una membrana frontale a specchio".

Riccardo Toccacielo

Vexations (1893) è un unico motivo, in partitura pianistica, ripetuto 840 volte. Come il titolo lascia intuire, allude all’eventualità che un esecutore voglia vessare se stesso e il pubblico, con 840 ripetizioni di un piccolo frammento melodico dissonante. Il tutto si protrae, a seconda della velocità degli esecutori, per un lasso di tempo variabile tra le 15 e le 20 ore. All’esecutore si chiede di prepararsi nel “massimo silenzio” e con delle “serie immobilità” all’esecuzione musicale, per dar luogo a qualcosa d’immutabile, mentre è proprio il manifestarsi di quanto si presume immutabile, a mostrarci delle continue mutazioni. Il 9 settembre 1963 John Cage organizza la prima rappresentazione integrale di Vexations in cui questa breve partitura è stata ripetuta per 840 volte. La performance è durata 18 ore e 40 minuti, dalle ore 6 p.m. alle ore 12:40 p.m. del giorno seguente. Per riuscire nell’impresa Cage si è fatto accompagnare da un gruppo di pianisti tra cui David Tudor, Christian Wolff , Philip Corner, Viola Farber, Robert Wood, MacRae Cook, David Del Tredici, James Tenney, Howard Klein, Joshua Rifkin e John Cale. Cage organizzando quest’evento “aveva previsto tutto, salvo il fatto che la vita di chi aveva vissuto poi lo spettacolo per intero sarebbe cambiata”.

Per suonare a se stessi 840 volte di seguito questomotivo, sarà bene prepararsi previamente, e nel più completo silenzio, con delle serie immobilità

Erik Satie

John Cage - Vexations
Dalle ore 06:00 del 09/11/1963 alle ore 12:40 del giorno successivo John Cage ha fatto eseguire per la prima volta, integralmente, al Pocket Theatre di Mahattan il pezzo per pianoforte Vexations, costituito da un unico motivo, ripetuto 840 volte. per un totale di 18 ore e 40 minuti.
12 pianisti si sono alternati a un'unica tastiera tra cui Davide Tudor, Christian Wolff, John Cale e lo stesso Cage. lo stesso avvicendarsi capitava ai critici del NY Times. Premi speciali erano stati predisposti per gli spettatori che avrebbero resistito alla prova più a lungo. Cage disse in seguito all’evento : 
“avevo previsto tutto, salvo il fatto che la vita di chi aveva vissuto poi lo spettacolo per intero sarebbe cambiata”. 
olo chi l'aveva vissuto, infatti era in grado di misurare tutta la differenza che separa una simile idea dall'esperienza corrispondente. 
Nello stesso momento in cui Cage faceva conoscere le Vexations, prendeva forma la musica ripetitiva, dei post-moderni americani, Reich, Glass, Riley, La Monte Young, sotto l'influsso delle musiche e delle filosofie orientali che andavano sempre più penetrando nella west coast.

"Per interessarsi a Satie occorre cominciare non avendo interessi, accettare che un uomo sia un uomo, lasciar perdere le nostre illusioni sull'idea di ordine, di espressione dei sentimenti e tutti gli imbonimenti estetici di cui siamo gli eredi. Non si tratta di sapere se Satie è valido. Egli è indispensabile".

John Cage

“Nello Zen è detto : se qualcosa vi annoia per due minuti, provate a farla per quattro minuti. Se vi annoia ancora, provatela per otto, sedici, trentadue minuti ed oltre.
Potrà succedervi che non la giudichiate più noiosa, ma invece interessante….Siamo noi che produciamo la noia. La noia nasce solo se la suscitiamo noi….Quando l’ego si ritira, sparisce anche la noia. Se rompiamo con il nostro ego, tutto ricomincia sempre da zero, per cui non c’è la minima possibilità di noia.
Ragione per cui, la responsabilità dell’artista sta nel sapere concepire un’opera che risulti in interessante in un modo attraente”.  
John Cage

"Una certa percezione non può mai ripetersi, come non lo può un singolo istante o la vita, è già un’identità che è insieme differenza, differire da se stessi, senza poter abbandonare ciò che, come il tempo, ci abbandona. Se cosi era, nessuno dei suoni ascoltati era identico a se stesso. Ma allora cos’era?
Forse, non essendoci più chi ascoltava, né l’oggetto acustico da ascoltator, alla fine non ci sarebbe stato più neanche l’autore, né me, né le mie pagine, non restava niente….Era lo sgomento, lo smarrimento completo, e inguaribile". 
Michele Porzio - Evento 24h Satie , Juan Hidalgo e Walter Marchetti

"non ci si può impedire di condividere il piacere quasi ipnotico del musicista, che ripete a se stesso, senza stancarsi la stessa frase che accarezza il suo orecchio, come un orientale che respiri, un minuto dopo l'altro, il penetrante profumo di una rosa che si sfoglia". Alfred Cortot